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Aldo Mondino nasce a Torino il 4/10/38. Nel 1959 si trasferisce a Parigi allievo all'Ecole du Louvre ed al corso di mosaico tenuto da Severini. Qui conosce tra gli altri Matta, Lam e Tancredi il quale lo fa esporre nel 1960 alla Galerie Bellechasse . Nel 1961 rientra in Italia e grazie ad Antonio Carena, proprietario della galleria L'Immagine, allestisce la sua prima personale. Conosce Enzo Crispolti che nel 1962 gli organizza a Venezia, presso la Galleria Alpha, una mostra particolare costituita da grandi scritte con, all'interno delle lettere, delle figure a mò di codice miniato. Fondamentale l'incontro con Gian Enzo Sperone, direttore della galleria Il Punto, per l'elaborazione di tecniche e di tematiche del tutto personalissime, da Le tavole anatomiche, rappresentazioni di corpi umani feriti o malati, al coinvolgimento del pubblico in una mostra dallo stesso Sperone nella quale lo spettatore non è più passivo ma interviene con matite e pennelli sull'opera. Nel 1965 alla Galleria Stein di Torino una mostra che rappresenta una riflessione sulla pittura, quadri con palloncini e Le cadute, bilance dove il colore sembra scivolare sul quadro. Espone presso la Galleria Marconi di Milano e da Lia Rumma a Napoli. Successivamente rappresenta a Roma Mamma, Agnelli e Porcòdio, che viene sequestrato mentre Mondino viene condannato a pagare una multa per blasfemia.
Nel 1970 si dedica alla sperimentazione con i King sorta di fantocci che gli assomigliano rappresentati ad intervalli regolari di tempo, quindici minuti, un'ora, nei quali rappresenta il proprio stato d'animo in relazione alla scansione del tempo. Dal 1972 al 1980 è a Parigi dove realizza tra l'altro la serie delle Tour Eiffel, mentre nel 1976 è invitato alla Biennale di Venezia. Dopo il 1985 inizia il ciclo legato ai viaggi partendo dal Marocco, con i misteriosi ed inquietanti Gnawa, fino alla Turchia con i Dervisci, ballerini-oranti, e i Sultani, presentati da Sperone Westwater a New York. Dell'ambito orientalista fanno parte i tappeti, composizioni a parete realizzate con colori vivaci con la tecnica del mosaico. Nel 1993 viene invitato alla Biennale di Venezia con una sala personale dove presenta grandi tele raffiguranti i Dervisci che danzano, insieme ad opere realizzate con zollette di zucchero e cioccolatini. Una compagnia di Dervisci danza freneticamente coinvolgendo anche il pubblico.
Quasi contemporaneamente al fascino dell'oriente, sorge in Mondino l'amore per la Spagna che rappresenta nella serie dei tori e dei toreri. Per ultimo realizza l'aspirazione di sempre cimentandosi nella scultura e usando i materiali tra i più disparati, dal cioccolato al bronzo. La mamma di Boccioni, gettata in bronzo, nasce da una precedente versione in caramella e presenta due palle da bowling al posto dei seni, mentre per la mostra dal titolo The Byzantine World, tenuta a Milano alla Galleria Milleventi e a Roma alla Galleria Sperone, Mondino utilizza soltanto cioccolatini fatti apposta da Peyrano di Torino.
Muore il 9 marzo 2005.
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